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| speriamo vada bene °-° La fotografia come specchio della società.
Il dizionario ci insegna che la parola « fotografia » ha origini greche e letteralmente significa scrivere con la luce. Un significato, quindi, sontuoso per un’arte altrettanto sontuosa che entra in gioco quando le parole non bastano. Se oggi possiamo ammirare vere e proprie opere d’arte stampate su carta è solo grazie al francese Joseph Nicephore Niepce o all’inglese Thomas Wedgwood, che sono stati definiti i fondatori della fotografia. Dal 1800 ad oggi le tecniche e i materiali fotografici si sono evoluti : se nel 1829 due studiosi francesi si contendevano il primato di aver inventato l’antenato del negativo, oggi marche di rilevanza mondiale lanciano quotidianamente sul mercato macchinette digitali ultrapiatte, multifunzionali con risoluzioni impeccabili che permettono a tutti di stampare foto comodamente dal proprio computer di casa o modificarle con appositi programmi di editing. La fotografia, però, non è soltanto un susseguirsi di evoluzioni tecniche e concorrenze sul mercato. Essa può essere paragonata a una signora che scruta silenziosa ogni evento del presente ricordando il passato e collezionando ogni speranza per il futuro. Semplici scatti di volti e luoghi non sono nient’altro che frammenti di uno scatto più grande, il mondo. Spaccati di vita che si rincorrono tra loro nelle epoche, voglia di raccontare condizioni sociali senza aver bisogno di impugnare una penna e il desiderio di far conoscere agli occhi del mondo altre realtà : sono questi gli obiettivi che si è prefisso Salvatore Di Vilio, fotografo professionista che dal 10 ottobre al 10 dicembre 2008 presenterà la sua mostra “Made in China 2007” presso il Nuovo Spazio Espositivo di Succivo (CE). « Uno spazio aperto alle idee e al territorio - afferma Di Vilio - piccolo ma ricettivo, che intende ospitare in particolare le opere con cui gli artisti, soprattutto i più giovani, provano a raccontare i luoghi irrappresentabili del nostro quotidiano, magari ricomponendone i frammenti grazie alla memoria storica ». Un soggetto imprevisto e allo stesso tempo curioso, che mostra luci ed ombre di un paese così lontano ma tristemente vicino che si è imposto con violenza già da tempo in Europa. Con lo “sguardo da turista”, Di Vilio ha ritratto i segni dell’evoluzione della Cina e ha ritrovato, nei volti segnati dal tempo dei contadini cinesi, la stessa espressione di quei contadini del Mezzogiorno che sembrano così lontani rispetto alle nostre concezioni, eppure sono parte di noi. Nick redattore: Delilah Avatar: http://i34.tinypic.com/28hq62u.jpgFoto: http://i36.tinypic.com/1070v89.jpg "If I wasn't an actor, I'd be a secret agent." (c) me.
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